Tesi

Il Barone di Dolsheim di Felice Romani e Giovanni Pacini

Il Barone di Dolsheim di Felice Romani e Giovanni Pacini

Fortuna e tradizione testuale (1818–1840)


Autore: Alice Tavilla

Editore: De Sono / LIM

Anno di pubblicazione: 2017

ISBN: 9 - 788870 - 969184

Pagine: 366

Prezzo di copertina: € 25

Nell’autunno del 1818 va in scena al Teatro alla Scala Il barone di Dolsheim di Giovanni Pacini su libretto di Felice Romani. Se già le prime rappresentazioni milanesi ottennero un buon successo, la fortuna dell’opera è confermata dall’elevato numero di riprese successive all’esordio: verrà infatti riproposta al pubblico in ben ottantaquattro occasioni fino al 1840. La storia della sua tradizione testuale mostra con chiarezza come nel corso del tempo sia intervenuta una serie di varianti strutturali - riguardanti interi numeri o singole sezioni di essi – che possono essere classificate in tre differenti categorie in base al loro grado di cristallizzazione: varianti persistenti, che si ripresentano pressoché costantemente, varianti effimere, che occorrono solo sporadicamente, e varianti intermittenti, che pur comparendo con regolarità mantengono un ampio margine di mobilità nel collocarsi in vari momenti dell’opera – o luoghi del testo – e in forme quasi ogni volta differenti.